Biodiversità e sostenibilità | Il Borro Toscana

Biodiversità e sostenibilità

Biodiversità e sostenibilità

Una tenuta a zero emissioni di anidride carbonica

Il rispetto del territorio è al centro della filosofia aziendale e si concretizza attraverso l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili che la rendono una tenuta a zero emissioni di anidride carbonica. Il Borro infatti produce più energia elettrica di quella che consuma, attraverso pannelli fotovoltaici che alimentano la cantina, le strutture ricettive, i ristoranti e gli uffici e contribuiscono a un risparmio di 930 tonnellate di Co2 annui, equivalenti a 225 volte il giro del mondo in macchina o all’assorbimento di Co2 di 77.500 alberi in un anno.

Ambiente e Innovazione

Un ulteriore passo verso la completa autonomia energetica è dato dalle case a «bolletta zero»: strutture efficienti che permettono un notevole risparmio, alimentate esclusivamente grazie ad energie rinnovabili. Alcune di queste strutture sono anche dotate di sofisticati sistemi di recupero delle acque piovane, convogliate in apposite cisterne durante il periodo delle piogge ed utilizzate successivamente per l’irrigazione dei giardini. Dal tetto della Tabaccaia, caratteristico edificio adibito a rimessa per gli attrezzi agricoli, parte inoltre un sistema di recupero acque utilizzate poi per tutti i trattamenti in vigna.

Agricoltura biologica e biodinamica

A Il Borro la terra è coltivata secondo i principi dell’agricoltura biologica e seguendo alcune pratiche di biodinamica, che sostituisce i prodotti chimici con pratiche naturali come i corno letami, le tisane di erbe, i sovesci e selezionati processi di concimazione e di lotta integrata ai parassiti. Da un punto di vista Biodinamico a partire dalle concimazioni autunnali a Il Borro si utilizza esclusivamente letame proveniente dall’allevamento di chianine in azienda. In seguito la potatura secca viene effettuata seguendo le fasi lunari ed esclusivamente a luna discendente quando i liquidi, la linfa, presente all’interno della pianta subisce in modo inferiore l’influenza dell’attrazione lunare. Seguendo il ciclo vegetativo dopo il germogliamento iniziano i trattamenti fitosanitari che vengono eseguiti seguendo sia pratiche biodinamiche, dove utilizziamo i preparati 500 (cornoletame) e 501 (cornosilice) sia pratiche biologiche come la confusione sessuale a base di fitormoni per proteggersi dalla tignoletta, rame e zolfo a protezione di oidio e peronospora. A tutte queste pratiche va aggiunta la cura con cui vengono eseguite le operazioni di gestione del verde che ricoprono un ruolo fondamentale nella protezione della pianta.

Buone pratiche di sostenibilità

Dalla vigna si passa poi alla cantina, dove non vengono utilizzati detergenti per i lavaggi dei serbatoi, bensì getti di acqua calda ad alta pressione. Anche nella ristorazione si adottano buone pratiche di riduzione dell’impatto ambientale: Osteria del Borro, il ristorante gourmet situato nel cuore della tenuta, non fa utilizzo di prodotti chimici per la pulizia degli ambienti: dal 2015 l’igiene è infatti garantita dall’innovativo impianto di sanificazione all’ozono, Osteria del Borro è stata stati tra i primi ristoranti in assoluto ad utilizzarlo.

Economia circolare

L’amore per la natura si manifesta anche attraverso il rispetto per gli animali che vivono nella tenuta: i nostri cavalli, le galline, e le chianine. Quest’ultime sono elementi chiave nella produzione stessa dei materiali essenziali per i processi biodinamici come, il corno letame e il corno silice. Tutti i nostri animali vengono alimentati con foraggio e mangimi biologici prodotti all’interno dell’azienda stessa.

A sostegno della biodiversità

L’apicultura riveste un ruolo centrale all’interno della filosofia aziendale, che pone costantemente al centro delle attività quotidiane, l’ambiente e l’ecosistema in generale. La protezione degli insetti impollinatori, è di fondamentale rilevanza, poiché essi svolgono un importante ruolo nell’impollinazione di una vasta gamma di colture e piante selvatiche. Proprio per questo Il Borro non può non ospitare le api. Api regine, fuchi e operaie colonizzano infatti la riserva naturale biologica in cui è immersa la tenuta, dove sono allocate le circa 30 arnie. I 1100 ettari biologici, al cui interno sono allocate le arnie, permettono la produzione di miele interamente biologico ed espressione del territorio stesso.